Pronti i modelli di dichiarazioni Redditi ENC, PF, SC e SP

Approvati i modelli di dichiarazione “Redditi 2021–ENC”, “REDDITI 2021–PF”, “Redditi 2021–SC” e “Redditi 2021–SP”, con le relative istruzioni (Provvedimenti 29 gennaio 2021, nn. 28838, 28928, 28929 e 28970).

Il nuovo modello per le persone fisiche, da presentare in via telematica entro il 30 novembre, tiene conto delle nuove disposizioni introdotte per l’anno d’imposta 2020. Si va dalla riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente al Superbonus, dalla detrazione delle spese per il rifacimento delle facciate degli edifici al credito d’imposta per l’acquisto di monopattini elettrici e servizi per la mobilità elettrica. Confermata per l’anno 2020 anche la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni e dei beni d’impresa. Nella “Scheda per la scelta della destinazione dell’8 per mille, del 5 per mille e del 2 per mille dell’IRPEF” inserito un apposito riquadro per la destinazione del due per mille a favore delle associazioni culturali.
Nei modelli Enti non commerciali, Società di persone e Società di capitali trovano spazio, nel quadro RQ, la sezione XXIV per i soggetti che intendono avvalersi della “Rivalutazione generale dei beni d’impresa e delle partecipazioni” (art. 110 del D.L. n. 104 del 2020) e la sezione XXV, per gestire la “Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni – settori alberghiero e termale” (art. 6-bis del D.L. n. 23 del 2020).
All’interno dei modelli Enti non commerciali, Società di persone e Società di capitali è inserito il prospetto riservato ai soggetti che, essendone legittimati, non hanno effettuato alle scadenze previste i versamenti dovuti, avvalendosi delle disposizioni di sospensione emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID – 19.
Viene gestita, inoltre, la riduzione del 50 per cento dell’imposta sul reddito e dell’Irap per le imprese che svolgono l’attività nel comune di Campione d’Italia (art. 1, comma 574, della legge n. 160 del 2019).
Infine, nei modelli Redditi trovano collocazione il credito d’imposta ricerca, sviluppo e innovazione e quello per gli investimenti in beni strumentali nel territorio dello Stato nonché i crediti d’imposta istituiti per fronteggiare l’emergenza COVID-19 tra cui: il credito per botteghe e negozi, il credito per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda e il credito per le spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro.

Irap 2021: approvato il modello di dichiarazione e le istruzioni

L’Agenzia Entrate con il provvedimento 29 gennaio 2021, n. 28883, ha approvato il modello di dichiarazione “Irap 2021”, con le relative istruzioni, da utilizzare per la dichiarazione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive per l’anno 2020.

Il nuovo modello Irap 2021 e le relative istruzioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione ad hoc dedicata ai modelli. Il modello può essere anche prelevato da altri siti internet a condizione che lo stesso abbia le caratteristiche indicate nell’Allegato 2 del provvedimento n. 28883/2021 e rechi l’indirizzo del sito dal quale è stato prelevato nonché gli estremi del medesimo provvedimento.

Tra le novità trovano spazio nel modello Irap 2021:
– il credito d’imposta riconosciuto al locatore in caso di esercizio del diritto di riscatto degli alloggi di edilizia sociale da parte del conduttore;
– la riduzione del 50% dell’Irap per le imprese che svolgono l’attività nel comune di Campione d’Italia (art. 1, co. 574, L. n. 160/2019);
– il prospetto dei versamenti sospesi per Covid-19, riservato ai soggetti che essendone legittimati non hanno effettuato alle scadenze previste i versamenti dovuti, avvalendosi delle disposizioni di sospensione emanate a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID.

Riguardo all’ultimo punto, nel quadro IS – Prospetti vari è introdotta la sezione XXI riservata ai soggetti che non hanno effettuato nel periodo d’imposta 2020 i versamenti Irap a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare, nel rigo IS230 va indicato:
– in colonna 1 il codice desunto dalla “Tabella versamenti sospesi COVID-19”;
– in colonna 2 l’importo dei versamenti sospesi in virtù della disposizione normativa individuata dal codice indicato nella colonna 1.

I soggetti che nel corso del periodo d’imposta hanno sospeso i versamenti in base a diverse disposizioni devono compilare più righi per indicare gli importi sospesi in relazione a ciascuna disposizione normativa di cui gli stessi hanno usufruito.

Il rigo IS231 deve essere compilato nell’ipotesi in cui la disposizione che prevede la sospensione del versamento dell’Irap sia contenuta in una legge regionale. In particolare, va indicato:
– in colonna 1 il codice identificativo della regione ovvero della provincia autonoma che ha disposto la sospensione del versamento dell’Irap;
– in colonna 2 l’importo del versamento sospeso in virtù della disposizione normativa emanata dalla Regione o dalla Provincia autonoma individuata dal codice indicato nella colonna 1.

I soggetti che nel corso del periodo d’imposta hanno sospeso i versamenti in base a disposizioni emanate da diverse regioni devono compilare più righi per indicare gli importi sospesi.

Ulteriore proroga notifica cartelle e atti tributari

Con il Decreto Legge 30 gennaio 2021, n. 7 (G.U. n. 24/2021) il Governo ha disposto ulteriori misure di differimento di termini in materia di notifiche di atti di contestazione, irrogazione di sanzioni tributarie, e di adempimenti e versamenti a carico di contribuenti.

Data la persistente situazione di crisi dovuta all’emergenza Covid-19, si è rivelato non sufficiente il differimento dei termini adottato con il Decreto Legge 15 gennaio 2021, n. 3 per il mese di gennaio 2021. Pertanto sono ulteriormente differiti per il mese di Febbraio 2021, i termini in materia di notifiche di atti di contestazione, irrogazione di sanzioni tributarie, e di adempimenti e versamenti a carico di contribuenti.
In particolare, viene stabilito che:

– gli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, per i quali i termini di decadenza, calcolati senza tener conto del periodo di sospensione causa Covid-19 (8 marzo 2020 – 31 maggio 2020), scadono tra l’8 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020, sono emessi entro il 31 dicembre 2020 e sono notificati nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi;

– gli atti, le comunicazioni e gli inviti relativi alle imposte liquidate a seguito di controllo delle dichiarazioni dei redditi, Irap e IVA e delle liquidazioni periodiche Iva, nonché quelli relativi alle tasse automobilistiche e alle tasse di concessione governative per l’utilizzo di telefoni cellulari, elaborati o emessi, anche se non sottoscritti, entro il 31 dicembre 2020, sono notificati, inviati o messi a disposizione nel periodo compreso tra il 1° marzo 2021 e il 28 febbraio 2022, salvo casi di indifferibilità e urgenza, o al fine del perfezionamento degli adempimenti fiscali che richiedono il contestuale versamento di tributi;

– i termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di pagamento, sono prorogati di 14 mesi relativamente: a) alle dichiarazioni presentate nell’anno 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di liquidazione in esito al controllo automatizzato ai fini delle imposte dirette ed Iva; b) alle dichiarazioni dei sostituti d’imposta presentate nell’anno 2017, per le somme che risultano dovute dalla tassazione di indennità di fine rapporto, e di prestazioni di previdenza complementare connesse alla cessazione del rapporto di lavoro; c) alle dichiarazioni presentate negli anni 2017 e 2018, per le somme che risultano dovute a seguito dell’attività di controllo formale;

– con riferimento agli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione su indicati, notificati entro il 28 febbraio 2022 non sono dovuti, se previsti, gli interessi per ritardato pagamento, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di notifica dell’atto stesso. Analogamente, con riferimento alle comunicazioni, non sono dovuti gli interessi per ritardato pagamento dal mese di elaborazione, e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo di cui per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e la data di consegna della comunicazione.

Per quanto riguarda i termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione viene stabilito che, con riferimento alle entrate tributarie e non tributarie, sono sospesi i termini dei versamenti, scadenti nel periodo dall’8 marzo 2020 al 28 febbraio 2021, derivanti da cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, nonché dagli avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Entrate e dagli avvisi di addebito emessi dall’Inps.
I versamenti oggetto di sospensione devono essere effettuati in unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Non si procede al rimborso di quanto già versato.

Inoltre, riguardo ai pignoramenti dell’Agente della riscossione, viene stabilito che nel periodo intercorrente tra il 19 maggio 2020 e il 28 febbraio 2021 sono sospesi gli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati prima di tale ultima data dall’agente della riscossione e dai soggetti affidatari delle attività di riscossione per conto degli Enti locali, aventi ad oggetto le somme dovute a titolo di stipendio, salario, altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, nonché a titolo di pensione, di indennità che tengono luogo di pensione, o di assegni di quiescenza.
Le somme che avrebbero dovuto essere accantonate nel medesimo periodo non sono sottoposte a vincolo di indisponibilità e il terzo pignorato le rende fruibili al debitore esecutato, anche se anteriormente al 19 maggio 2020 sia intervenuta ordinanza di assegnazione del giudice dell’esecuzione.
Restano fermi gli accantonamenti effettuati prima del 19 maggio 2020 e restano definitivamente acquisite e non sono rimborsate le somme accreditate, anteriormente alla stessa data, all’agente della riscossione e ai soggetti affidatari degli enti locali.

 

Una disposizione di salvaguardia stabilisce, comunque, che restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e gli adempimenti svolti dall’agente della riscossione nel periodo dal 1° gennaio 2021 al 15 gennaio 2021 e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base dei medesimi.
Restano altresì acquisiti, relativamente ai versamenti eventualmente eseguiti nello stesso periodo, gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive.

Per motivi di coordinamento normativo è stato abrogato l’articolo 1 del decreto-legge 15 gennaio 2021, n. 3.

Possibilità di posticipare gli aumenti retributivi per i settori Uniontessile Confapi

Siglato il 25/1/2021, tra UNIONTESSILE CONFAPI e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL, la UILTEC-UIL, l’accordo che ha previsto di posticipare a luglio 2021 l’erogazione della tranche di aumento retributivo contrattuale prevista con decorrenza dall’1/1/2021.

Le parti hanno previsto che, su richiesta motivata dell’impresa indirizzata alla RSU e a tutte le OO.SS. territoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale firmatarie del CCNL Uniontessile/Confapi, le stesse possano, attraverso accordo, posticipare l’erogazione della tranche contrattuale prevista decorrente dall’1/1/2021 al 30/6/2021.
Nella fattispecie il posticipo riguarderà esclusivamente la data di erogazione della tranche che, se definita in azienda con i soggetti sopra definiti, viene fissata al 1/7/2021, rimanendo convenzionalmente e figurativamente concordato tra le parti la data dell’1/1/2021. Gli effetti retributivi relativi alla mancata erogazione della trance, maturata nel periodo gennaio/giugno 2021, sulla retribuzione e sugli istituti diretti, indiretti e differiti saranno oggetto di conguaglio secondo le linee guidate sotto riportate.
Tale possibilità, visto la eccezionalità, non avrà carattere di ripetibilità.

TESSILI ABBIGLIAMENTO MODA

 

Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

8 32,71 2.261,63
7 30,57 2.135,16
6 29,00 2.003,22
5 27,28 1.877,34
4 25,71 1.776,86
3 bis 25,00 1.736,28
3 24,28 1.695,75
2bis 23,28 1.645,76
2 22,14 1.602,23
1 14,28 1.265,69

CALZATURE

Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

8 32,71 2.271,67
7 30,57 2.111,54
6 29,00 1.953,64
5 27,28 1.855,18
4 25,71 1.777,11
3 bis 25,00 1.736,28
3 24,28 1.695,97
2bis 23,28 1.645,82
2 22,14 1.602,41
1 14,28 1.265,24

PELLI E CUOIO

 

Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

6 32,37 2.161,60
5 30,05 1.961,66
4s 27,74 1.832,60
4 25,86 1.777,99
3 25,00 1.707,45
2 23,12 1.615,26
1 14,45 1.266,52

OCCHIALI

Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

6 32,37 2.207,83
5 30,05 2.016,21
4s 27,74 1.866,95
4 25,86 1.782,19
3 25,00 1.704,00
2 23,12 1.607,28
1 14,45 1.265,41

PENNE E SPAZZOLE

 

Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

7 33,67 2.224,74
6 31,47 2.038,99
5 29,85 1.936,11
4S 28,09 1.838,90
4 26,47 1.777,33
3 25,00 1.691,68
2 22,79 1.595,60
1 14,70 1.267,48

GIOCATTOLI

 

Livelli

Incrementi dall’1/1/2021

Minimi dall’1/1/2021

7 33,67 2.222,84
6 31,47 1 2.056,54
5 29,85 1.953,80
4s 28,09 1.844,98
4 26,47 1.795,47
3 25,00 1.715,60
2 22,79 1.621,16
1 14,70 1.280,90


Nel caso di posticipo si definiscono le seguenti linee guida:
A) Con il cedolino delle competenze di luglio 2021 verrà erogato, oltre alla tranche del CCNL prevista per ogni singolo lavoratore in relazione al suo inquadramento, anche quanto maturato e non corrisposto da gennaio 2021 al 30/6/2021 sotto la voce “arretrato CCNL periodo gennaio 2021 – giugno 2021”.
b) Nel cedolino di dicembre 2021 verranno inoltre ricalcolate ed erogate tutte le incidenze retributive e contributive, sulla base degli istituti normativi, legali e contrattuali, liquidati nel periodo gennaio/giugno 2021, che sarebbero state erogate e sulle quali non è stato tenuto conto della tranche contrattuale non erogata nel periodo gennaio/giugno 2021.
C) In caso di cessazione del rapporto di lavoro dopo gennaio 2021 e prima del 30/6/2021, tutto quanto spettante al lavoratore dall’applicazione delle condizioni previste al punto A e al punto B) andrà corrisposto ai lavoratori con le competenze dell’ultimo cedolino di fine rapporto.
Per cessazioni di rapporto di lavoro successive al 30/6/2021 quanto previsto al punto B) verrà corrisposto con l’ultimo cedolino di fine rapporto.
D) le operazioni di conguaglio previste dalle presenti linee guida si considerano di competenza del mese in cui vengono effettuate alle date previste ai punti A), B) e C).

Covid-19: l’Italia è gialla e arancione

Dal 1° febbraio 2021, le regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto passano in zona gialla. Sempre dal 1° febbraio 2021, la Sicilia e la Provincia autonoma di Bolzano passano in zona arancione, mentre per Puglia e Umbria resta confermata la medesima zona arancione fino al 15 febbraio 2021. Nessuna regione in zona rossa (Ministero Salute – ordinanza del 29 gennaio 2021).

In base alle Ordinanze del Ministro della salute del 29 gennaio 2021, sono attualmente ricomprese:

– nell’area gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto;

– nell’area arancione: Provincia Autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria;

– nell’area rossa: nessuna Regione.